La donna, 29 anni, partecipante al concorso di Miss Italia nel 1999, si è sparata un colpo di pistola al cuore nella caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa in viale Giulio Cesare
Un tenente donna dell'arma dei carabinieri si è suicidata a Roma nella caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa in viale Giulio Cesare sparandosi un colpo di pistola al cuore.
La tenente, 29 anni, era stata anche tra le finaliste al concorso di Miss Italia, qualificata nel '99 come Miss Rocchetta Abbruzzo e testimonial ufficiale per l'Arma nel 2003. Da una rapida ricerca sulla rete è facile apprendere il suo nome che è Claudia Racciatti di Vasto. Al concorso ha partecipato con il numero 98. La Racciatti era diventata l'immagine dell'Arma dei Carabinieri per aver prestato il volto in una campagna promozionale, quando i manifesti avevano coperto i muri in tutta Italia per invitare all'arruolamento nell'Arma.
Claudia Racciatti si era arruolata vincendo il concorso dei Carabinieri nel 2003. L'ufficiale era la figlia di Domenico Racciatti, comandante della stazione del Corpo Forestale dello Stato di Vasto.
Secondo quanto riferito alla base del gesto vi sarebbe stato il timore per un'azione disciplinare nei suoi confornti. Un provvedimento che sarebbe potuto arrivare perché alcuni commilitoni l'avevano accusata di ammanchi di beni personali. Un'onta per il tenente che avrebbe pesato sulla sua vita e sulla sua carriera.
Rione Borgo
Stemma
giovedì 4 novembre 2010
Ponte della Musica, un "cantiere di disagi e pericoli"
L'inizio dei lavori risale all'Ottobre del 2008, la fine era stata prevista per Marzo 2010.
Abbiamo superato la metà di Ottobre 2010, il "Ponte della Musica" ancora non è stato terminato e quello che è stato definito il "cantiere infinito" continua a rappresentare un problema e un disagio per molti cittadini.
Il ponte - inizialmente immaginato ciclo-pedonale e successivamente modificato per consentire anche il passaggio di tram e veicoli - dovrebbe collegare Lungotevere Flaminio, in riva sinistra, in corrispondenza di Piazza Gentile da Fabriano, al vertice del tridente formato da Via Guido Reni, Viale Pinturicchio e Viale del Vignola con Lungotevere Maresciallo Cadorna, lungo la riva destra del fiume. Dovrebbe saldare così il quartiere Flaminio, con gli annessi importanti insediamenti sportivi (Palazzetto dello sport) e artistici (Auditorium, Maxxi) e il quartiere della Vittoria, caratterizzato anch'esso da elementi significativi come il complesso sportivo del foro Italico, Museo del genio e Auditorium della Rai.
L'immenso cantiere, del quale è stata promessa la chiusura con la fine dei lavori per la primavera del 2011, sta creando non pochi problemi soprattutto a ciclisti e pedoni impossibilitati a muoversi tranquillamente. Soprattutto su Lungotevere Cadorna infatti, è stata talmente ristretta la carreggiata, che una corsia è completamente sparita portandosi via anche il marciapiede e la pista ciclabile. Questa situazione costringe sia i pedoni che i ciclisti ad avventurarsi in mezzo alla strada, trovandosi in situazioni di pericolo e rischiando spesse volte di non essere visti dalle macchine che sbucano da dietro le impalcature del cantiere sfrecciando a forte velocità.
L'assessore all'Urbanistica Marco Corsini in una dichiarazione rilasciata a Settembre al giornale Prepubblica, ha cercato di dare una spiegazione per questo forte ritardo nei lavori: "Il progetto è stato rivisto per garantire una maggiore sicurezza nei lavori e a rallentare il tutto ci sono state anche le due piene del Tevere." Si è deciso inoltre di allargare la corsia centrale del ponte per dare la possibilità al transito del tram, naturale alternativa di superficie alla metropolitana dopo che la costruzione della Metro C ha dato diversi problemi logistici e di costruzione vera e propria (vibrazioni eccessive prodotte dalle talpe, percorsi sotterranei quasi obbligati, velocità di scavo molto lenta) e dopo che si è visto quasi svanire il progetto per la Metro D. Anche l'architetto Alessandro di Silvestre, responsabile del procedimento, nella stessa occasione dell'Assessore, ha affermato che "a Dicembre il ponte sarà montato. Speriamo di riuscire a inaugurare l'opera per la prossima primavera."
I cittadini romani però, continuano giustamente a lamentarsi, vedendo la loro sicurezza spesso fortemente a rischio, parlando di una situazione vergognosa. Un anziano signore intento a cercare di procedere in mezzo alla strada con la sua bicicletta ha affermato:" Non è possibile che una persona debba rischiare di essere investito tutte le mattine nascosto dietro le impalcature del cantiere per andare a prendere il giornale! Non potevano lasciare uno straccio di marciapiede almeno?" Neanche la segnaletica sembra aiutare, infatti l'unico cartello che avvisa della pista interrotta è a cura del circolo di Legambiente che ha sede proprio lungo la ciclabile, a via Capoprati.
Come se non bastasse, sul lato del Lungotevere Falaminio, a rendere ancora più complessa la situazione, esattamente di fronte al cantiere del "Ponte della Musica", si trova anche quello che sta realizzando i lavori per il parcheggio sotterraneo di Piazza Gentile da Fabriano.
Questi ritardi nella consegna dei lavori non sono nuovi nella Capitale, si spera solo che, come promesso, la prossima primavera, data stabilita per l'inaugurazione, la situazione possa rapidamente tornare alla normalità. Staremo a vedere.
Abbiamo superato la metà di Ottobre 2010, il "Ponte della Musica" ancora non è stato terminato e quello che è stato definito il "cantiere infinito" continua a rappresentare un problema e un disagio per molti cittadini.
Il ponte - inizialmente immaginato ciclo-pedonale e successivamente modificato per consentire anche il passaggio di tram e veicoli - dovrebbe collegare Lungotevere Flaminio, in riva sinistra, in corrispondenza di Piazza Gentile da Fabriano, al vertice del tridente formato da Via Guido Reni, Viale Pinturicchio e Viale del Vignola con Lungotevere Maresciallo Cadorna, lungo la riva destra del fiume. Dovrebbe saldare così il quartiere Flaminio, con gli annessi importanti insediamenti sportivi (Palazzetto dello sport) e artistici (Auditorium, Maxxi) e il quartiere della Vittoria, caratterizzato anch'esso da elementi significativi come il complesso sportivo del foro Italico, Museo del genio e Auditorium della Rai.
L'immenso cantiere, del quale è stata promessa la chiusura con la fine dei lavori per la primavera del 2011, sta creando non pochi problemi soprattutto a ciclisti e pedoni impossibilitati a muoversi tranquillamente. Soprattutto su Lungotevere Cadorna infatti, è stata talmente ristretta la carreggiata, che una corsia è completamente sparita portandosi via anche il marciapiede e la pista ciclabile. Questa situazione costringe sia i pedoni che i ciclisti ad avventurarsi in mezzo alla strada, trovandosi in situazioni di pericolo e rischiando spesse volte di non essere visti dalle macchine che sbucano da dietro le impalcature del cantiere sfrecciando a forte velocità.
L'assessore all'Urbanistica Marco Corsini in una dichiarazione rilasciata a Settembre al giornale Prepubblica, ha cercato di dare una spiegazione per questo forte ritardo nei lavori: "Il progetto è stato rivisto per garantire una maggiore sicurezza nei lavori e a rallentare il tutto ci sono state anche le due piene del Tevere." Si è deciso inoltre di allargare la corsia centrale del ponte per dare la possibilità al transito del tram, naturale alternativa di superficie alla metropolitana dopo che la costruzione della Metro C ha dato diversi problemi logistici e di costruzione vera e propria (vibrazioni eccessive prodotte dalle talpe, percorsi sotterranei quasi obbligati, velocità di scavo molto lenta) e dopo che si è visto quasi svanire il progetto per la Metro D. Anche l'architetto Alessandro di Silvestre, responsabile del procedimento, nella stessa occasione dell'Assessore, ha affermato che "a Dicembre il ponte sarà montato. Speriamo di riuscire a inaugurare l'opera per la prossima primavera."
I cittadini romani però, continuano giustamente a lamentarsi, vedendo la loro sicurezza spesso fortemente a rischio, parlando di una situazione vergognosa. Un anziano signore intento a cercare di procedere in mezzo alla strada con la sua bicicletta ha affermato:" Non è possibile che una persona debba rischiare di essere investito tutte le mattine nascosto dietro le impalcature del cantiere per andare a prendere il giornale! Non potevano lasciare uno straccio di marciapiede almeno?" Neanche la segnaletica sembra aiutare, infatti l'unico cartello che avvisa della pista interrotta è a cura del circolo di Legambiente che ha sede proprio lungo la ciclabile, a via Capoprati.
Come se non bastasse, sul lato del Lungotevere Falaminio, a rendere ancora più complessa la situazione, esattamente di fronte al cantiere del "Ponte della Musica", si trova anche quello che sta realizzando i lavori per il parcheggio sotterraneo di Piazza Gentile da Fabriano.
Questi ritardi nella consegna dei lavori non sono nuovi nella Capitale, si spera solo che, come promesso, la prossima primavera, data stabilita per l'inaugurazione, la situazione possa rapidamente tornare alla normalità. Staremo a vedere.
giovedì 26 agosto 2010
Cinema Adriano, dipendenti Mediaport protestano contro i licenziamenti
Un centinaio di dipendenti dell'ex gruppo Cecchi Gori mercoledì 25 agosto, in serata, ha manifestato davanti al cinema Adriano a Roma per protestare contro "la situazione di precarietà che si vive attualmente nelle società che sono state di proprietà del produttore Cecchi Gori, oggi Mediaport". Secondo i sindacati che tutelano i dipendenti si sarebbero verificati alcuni "licenziamenti senza giusta causa. La proprietà ne annuncia altri e i dipendenti lavorano in un clima difficile dove non c'é rispetto alcuno per i lavoratori".
La testimonianza di Alba Russo che lavorava per la società 'Adriano Entertainment' come responsabile del personale e direttore commerciale: "Sono stata licenziata in tronco senza preavviso - spiega - e dopo quattro mesi non ho ancora ricevuto un centesimo della mia liquidazione. Quando ho chiesto ciò che mi spettava sono stata presa per un braccio e sono stata buttata fuori, subendo una grave lussazione al braccio che ha richiesto 45 giorni per guarire". Russo specifica di aver sporto regolare denuncia
La testimonianza di Alba Russo che lavorava per la società 'Adriano Entertainment' come responsabile del personale e direttore commerciale: "Sono stata licenziata in tronco senza preavviso - spiega - e dopo quattro mesi non ho ancora ricevuto un centesimo della mia liquidazione. Quando ho chiesto ciò che mi spettava sono stata presa per un braccio e sono stata buttata fuori, subendo una grave lussazione al braccio che ha richiesto 45 giorni per guarire". Russo specifica di aver sporto regolare denuncia
mercoledì 11 agosto 2010
Potature a Prati
Al fine di consentire la potatura di alberi, dall’8 al 13 agosto ma anche martedì 17 agosto, dalle 7 alle 17 saranno chiuse in più tratti, a fasi alterne, via Barletta e viale delle Milizie, nel quartiere Prati. Le chiusure costringeranno a deviare le linee di bus 32, 70, 88, 271, 490, 590, 913, 982, 991 e 999.
Le potature richiederanno inoltre, dall’8 al 13 e poi dal 17 al 19 agosto, la limitazione della linea tranviaria 19. Da inizio a fine corse, il 19 viaggerà su tram tra piazza dei Gerani e piazza Thorwaldsen e su bus tra piazza Thorwaldsen e piazza Risorgimento. Anche i bus navetta in servizio sul 19 in concomitanza con le potature seguiranno percorsi alternativi a quelli di linea.
Lo comunica l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità. Di seguito i dettagli.
Le potature e le chiusure al traffico, in programma con orario 7-17, saranno suddivise in più fasi. Domenica 8 agosto interesseranno via Barletta con un cambio di itinerario per le linee 32, 271, 490, 590 e 982. Nei giorni 9 e 10 agosto, invece, sarà chiuso viale delle Milizie da via Leone IV a via Carlo Alberto dalla Chiesa, conseguenti deviazioni per i bus 70, 490, 590, 913, 991 e 999. I giorni 11 e 12 agosto, chiusura per viale delle Milizie, da via Carlo Alberto dalla Chiesa a via Lepanto. A deviare, saranno i bus 70, 490, 590, 913. L’ultima parte delle potature, infine, si svolgerà nei giorni 13 e 17 agosto, con la chiusura di viale delle Milizie da via Lepanto a piazza delle Cinque Giornate. A cambiare percorso saranno le linee 88, 490, 590.
Dall’8 al 13 e poi dal 17 al 19 agosto, sempre tra le 7 e le 17, modifiche di percorso interesseranno anche i bus in servizio sulla linea 19 tra piazza Thorwaldsen e piazza Risorgimento.
Per tutta la durata dei lavori, saranno soppresse, o temporaneamente spostate, le fermate lungo i percorsi interessati dalle deviazioni.
Mario Fusco
Le potature richiederanno inoltre, dall’8 al 13 e poi dal 17 al 19 agosto, la limitazione della linea tranviaria 19. Da inizio a fine corse, il 19 viaggerà su tram tra piazza dei Gerani e piazza Thorwaldsen e su bus tra piazza Thorwaldsen e piazza Risorgimento. Anche i bus navetta in servizio sul 19 in concomitanza con le potature seguiranno percorsi alternativi a quelli di linea.
Lo comunica l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità. Di seguito i dettagli.
Le potature e le chiusure al traffico, in programma con orario 7-17, saranno suddivise in più fasi. Domenica 8 agosto interesseranno via Barletta con un cambio di itinerario per le linee 32, 271, 490, 590 e 982. Nei giorni 9 e 10 agosto, invece, sarà chiuso viale delle Milizie da via Leone IV a via Carlo Alberto dalla Chiesa, conseguenti deviazioni per i bus 70, 490, 590, 913, 991 e 999. I giorni 11 e 12 agosto, chiusura per viale delle Milizie, da via Carlo Alberto dalla Chiesa a via Lepanto. A deviare, saranno i bus 70, 490, 590, 913. L’ultima parte delle potature, infine, si svolgerà nei giorni 13 e 17 agosto, con la chiusura di viale delle Milizie da via Lepanto a piazza delle Cinque Giornate. A cambiare percorso saranno le linee 88, 490, 590.
Dall’8 al 13 e poi dal 17 al 19 agosto, sempre tra le 7 e le 17, modifiche di percorso interesseranno anche i bus in servizio sulla linea 19 tra piazza Thorwaldsen e piazza Risorgimento.
Per tutta la durata dei lavori, saranno soppresse, o temporaneamente spostate, le fermate lungo i percorsi interessati dalle deviazioni.
Mario Fusco
Inaugurato il nuovo pronto soccorso dell’Ospedale Oftalmico
È stata inaugurata lo scorso 22 luglio la nuova sede del pronto soccorso dell’ospedale Oftalmico di piazzale degli Eroi. La struttura, alla quale sarà possibile accedere 24 ore su 24 da via Vittor Pisani, va ad arricchire l’offerta sanitaria del nosocomio romano che, forte di 150 anni di storia e di tecnologie all’avanguardia, è il fiore all’occhiello della Regione Lazio nella cura delle malattie oculari.
L’inaugurazione del pronto soccorso, seppur giunta in ritardo di alcuni mesi sulle previsioni, segue a poca distanza la riapertura del Blocco Polifunzionale avvenuta nel dicembre 2009. In quella occasione era stata presentata una veste completamente rinnovata dell’ospedale, con sale operatorie, reparti di degenza, aree comuni e ambulatori specialistici nuovi di zecca, frutto di una ristrutturazione durata oltre due anni e mezzo e costata 12,5 milioni di euro
Mario Fusco
L’inaugurazione del pronto soccorso, seppur giunta in ritardo di alcuni mesi sulle previsioni, segue a poca distanza la riapertura del Blocco Polifunzionale avvenuta nel dicembre 2009. In quella occasione era stata presentata una veste completamente rinnovata dell’ospedale, con sale operatorie, reparti di degenza, aree comuni e ambulatori specialistici nuovi di zecca, frutto di una ristrutturazione durata oltre due anni e mezzo e costata 12,5 milioni di euro
Mario Fusco
venerdì 30 luglio 2010
Cenni Storici
Il rione Borgo occupa parte del cosiddetto Ager Vaticanus della Roma antica, in cui Agrippina ebbe numerosi possedimenti. San Pietro ebbe il suo martirio nel circo costruito da Caligola e l’imperatore Costantino fece qui erigere la prima chiesa vaticana. Successivamente e a seguito dei dei numerosi pellegrinaggi, vennero create delle comunità autonome denominate Scholae che si insediarono stabilmente in questo territorio posto nelle vicinanze dell’ area esterna alle mura Aureliane. Le Scholae erano composte per lo più da comunità provenienti dal nord Europa, quali quella deiFranchi e dei Frisoni, quella dei Longobardi e dei Sassoni che avevano propri luoghi di culto. Lo stesso termine borgo deriva dal gotico “burg“ e si configurava come insediamento del tutto proprio e particolare rispetto al resto della città. L'espressione città Leonina deriva dalla cinta di mura eretta nel 852 d.c. da Leone Quarto, dopo il saccheggio compiuto dai Saraceni, per proteggere lo stanziamento e la chiesa da eventuali e successive invasioni. Durante il Medio Evo la popolazione si snodava attorno alle due arterie principali: la "portica", ossia un lungo porticato che partiva da ponte S. Angelo sino alla basilica di San Pietro e l'altra costituita dal borgo dei Sassoni. A metà quattrocento il Papa Niccolò Quinto diede vita ad un riassetto del borgo e, nel 1500, venne creata una nuova via in asse con l'entrata del Vaticano andando a costituire il borgo Alessandrino, detto borgo nuovo mentre la portica assunse il nome di borgo vecchio. Dopo un lungo periodo di pace e splendore Roma venne saccheggiata nel 1527 e Paolo Terzo provvide ad ingrandire le mura. L'ingrandimento del borgo venne attuato da Pio Quarto che creò un nuovo segmento nella parte nord, creando il borgo Pio. A metà seicento furono attuate le demolizioni per la creazione del porticato di San Pietro e, a fine ottocento, vennero eliminate le mura di Pio Quarto per la creazione del nuovo quartiere Prati. Nel novecento e, precisamente nel periodo compreso tra il 1936 ed il 1950, furono attuati gli sventramenti per la risistemazione della zona e l'apertura di via della Conciliazione, che portarono alla distruzione della chiesa di San Giacomo a Scossacavalli.
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